Luigi Capuana

Luigi Capuana (Mineo 1839 – ivi 1915)

Visse tra Firenze, Roma e la Sicilia. I suoi studi irregolari ma eclettici lo porteranno a frequentare personalità di spicco della cultura e dell’arte del suo tempo, quali Giovanni Verga e Federico De Roberto e ad occuparsi di letteratura, teatro, arte e folclore.

Luigi Capuana gettò le basi teoriche del verismo, definendo la teoria del romanzo come necessaria acquisizione del metodo scientifico alla letteratura. Il suo eclettismo, però, lo fece cimentare anche con altri generi letterari tra cui il fantastico e il soprannaturale.

Camillo Boito

Camillo Boito (Roma 1836 – Milano 1914)

Architetto e docente di architettura presso l’Accademia di Brera, dopo gli studi a Venezia trascorse tutta la vita a Milano. Apprezzato progettista e teorico dell’arte del restauro, per primo propugnò quello che viene definito come restauro filologico. Frequentò la Scapigliatura e pubblicò Storielle vane, una raccolta di racconti a cui fece seguito una seconda raccolta dal titolo Senso, nuove storielle vane.

Arrigo Boito

Arrigo Boito (Padova 1842 – Milano 1918)

Diplomato al conservatorio di Milano cominciò precocemente la carriera di librettista e compositore. Viaggiò per l’Europa e a Parigi conobbe Giuseppe Verdi per il quale scrisse diversi libretti d’opera tra cui Otello e Falstaff. Rientrato a Milano conobbe Emilio Praga e fu introdotto nei circoli della Scapigliatura. Accanto alla produzione musicale scrisse anche poesie e novelle. Fu nominato senatore nel 1912.

Tarchetti

Igino Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato 1839 – Milano 1869)

In giovane età intraprende la carriera militare interrotta per l’indisciplina e per motivi di salute nel 1865. Si trasferì quindi a Milano, dove scriveva per mantenersi collaborando con diversi giornali e riviste. Esponente di spicco della Scapigliatura scrisse due delle più note opere ascrivibili a tale corrente: il romanzo Fosca, che cela elementi autobiografici, e la raccolta Racconti fantastici.

Remigio Zena

Remigio Zena (pseudonimo di Gaspare Invrea; Torino 1850 – Genova 1917)

Di nobile famiglia genovese (da cui lo pseudonimo Zena che in dialetto ligure sta per Genova), magistrato di professione e letterato per passione, aderì alle principali correnti del suo tempo tra Scapigliatura, Naturalismo e Verismo. Collaborò inoltre con diverse riviste.

Salvatore Di Giacomo

Salvatore Di Giacomo (Napoli 1860 – ivi 1934)

Abbandonò quasi subito gli studi in medicina per dedicarsi alla musica e alla poesia, divenendo ben presto uno dei più apprezzati parolieri delle canzoni della tradizione napoletana: tra gli altri sono suoi i testi di Marechiaro ed Era de Maggio. Apprezzato autore di teatro, scrisse poesie ed opere di narrativa, tra cui la raccolta di racconti fantastici Pipa e Boccale.

Federigo Verdinois

Federigo Verdinois (Caserta 1844 – Napoli 1927)

Giornalista e traduttore, portò in Italia le opere di Dickens, Shakespeare, Dostoevskij, Gogol e Puskin. Fu prima docente di lingua e letteratura inglese e poi di lingua e letteratura russa all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Appassionato studioso di spiritismo trasmise questa sua passione alla letteratura con la raccolta Racconti inverosimili.

Emilio De Marchi

Emilio De Marchi (Milano 1851 – ivi 1901)

Accostato dalla critica al Manzoni per la sua capacità di descrivere i caratteri umani con umorismo e ironia non ebbe la medesima fortuna. Autore poco noto, anticipò i temi e le atmosfere del Padre Brown di Chesterton nel suo Il cappello del prete. Toccò i temi della narrativa fantastica nel racconto Caterina Barlausen anticipando con umorismo la problematica dei disturbi psicosomatici.

William Morris

William Morris (Elm House, Walthamstow, 1834 – Hammersmith 1896)

Mente eclettica e instancabile, la cui attività ha spaziato in diversi campi artistici e culturali: dal design all’architettura, fino ad arrivare alla militanza politica. È stato uno dei primi socialisti inglesi. Grande conoscitore dei miti nordici e del romanzo medievale islandese. È stato anche poeta e romanziere e, con alcune delle sue opere in prosa, ha gettato le basi del genere fantasy moderno, presentando storie in cui la realtà storica si intreccia con gli elementi fantastici della mitologia nordica a lui tanto cara.

Jules Verne

Jules Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905)

E’ tra gli scrittori francesi più noti, considerato da molti il padre della fantascienza. Destinato dal padre alla carriera forense, per la fortuna di milioni di lettori in tutto il mondo spinse il suo sguardo curioso e la sua penna in tutt’ altra direzione, creando i capolavori della letteratura che tutti conoscono: Dalla Terra alla Luna, Viaggio al centro della Terra, Ventimila leghe sotto i mari, solo per citare i più noti.

D’altra parte, era il meno che ci si potesse aspettare da uno spirito libero che, all’età di 11 anni, fuggì per imbarcarsi alla volta delle Indie, con il solo scopo di procurarsi una collana di corallo da regalare alla cugina Carolina, di cui era follemente innamorato! Raggiunto e costretto a terminare gli studi, mantenne sempre la propria fantasia onirica, raccontando di mondi che esistono oltre la realtà visibile. La sua capacità di mostrare ciò che è nascosto, irraggiungibile, segreto, si fonda sempre su fatti e dati reali, portati però alle estreme e inimmaginabili conseguenze.

Mary Eleanor Wilkins Freeman

Mary Eleanor Wilkins Freeman (Randolph, Massachusetts, 31 ottobre 1852 – Metuchen, 13 marzo 1930)

E’ stata una scrittrice statunitense prevalentemente autodidatta, ha pubblicato le sue prime opere a vent’anni. Fece della scrittura uno strumento di riscatto e di emancipazione; i suoi personaggi, prevalentemente femminili, sono anticonvenzionali e si caratterizzano per la forte determinazione.