Una Lunga caccia
Louisa May Alcott
Una storia attualissima che dimostra ancora una volta il talento e la lucidità dell’autrice diventata famosa per il ciclo “Piccole donne”.
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Una Lunga caccia
Louisa May Alcott
Una storia attualissima che dimostra ancora una volta il talento e la lucidità dell’autrice diventata famosa per il ciclo “Piccole donne”.
Una lunga caccia
Titolo originale: A Long Fatal Love Chase
Autore: Louisa May Alcott
Illustrazioni di Elizabetha Keci
Postfazione di Barbara Aversa
Traduzione di Cecilia Martini
Una donna in fuga, un cacciatore spietato, una lunga caccia. La tagliente penna di Louisa May Alcott scava tra le dinamiche di un amore tossico.
Una donna giovane e inesperta della vita accetta il corteggiamento di un misterioso straniero.
L’amore sboccia e tutto sembra procedere per il meglio. Una agiata vita a Nizza, divertimenti, bellezza e ricchezza. Tutto perfetto, finché il passato misterioso dell’uomo non si rivela in tutta la propria cupezza, trasformando l’idillio in un incubo che ha nella fuga l’unica speranza di salvezza.
Rosamund, la protagonista, sarà costretta a rivoluzionare nuovamente la propria vita e a dimostrare un coraggio e una forza non comuni.
Romanzo attualissimo nel quale Louisa May Alcott dosa con sapienza realismo, amore e suspense presentandoci una donna forte e risoluta che cerca di difendersi in tutti i modi da un amore tossico.
Prosegue la nostra riscoperta della parte più cupa della produzione letteraria di Louisa May Alcott. L’autrice del ciclo “Piccole donne” si divertiva molto a scrivere storie cupe e gotiche, che amava chiamare “Lurid stories”, che le permettevano di investigare i meandri più oscuri della natura umana. Inoltre utilizzava questo genere letterario per criticare, sempre in maniera costruttiva, gli aspetti della società che riteneva inumani. Grande paladina dei diritti civili, fu impegnata fortemente nella lotta alla schiavitù e in quella per l’emancipazione femminile.
“Una lunga caccia” non vide la luce durante la vita dell’autrice. Fu pubblicato solamente postumo, nel 1995, poiché l’editore a cui Alcott lo sottopose nel 1866, anno della scrittura, lo ritenne troppo audace.
Quella che presentiamo è una nuova traduzione di cecilia Martini. Il volume è accompagnato dalle tavole di Elizabetha Keci e si conclude con una postfazione di Barbara Aversa, insegnante e bookblogger, nota sui social come @missparklingbooks.