Wilderness e natura selvaggia nei Caraibi.

Anche gli spostamenti del revenant, da quel suo mondo al mondo-altro e quindi il rientro nei ranghi, sono sovrapponibili alla simmetrica ellittica percorsa dalle anguille. Così, la misteriosa bellezza della magia vitale edenica che spira dai Caraibi si stabilisce in relazione simbolica sia con la “pazzia morale” ispirata dai luoghi arroventati dal sole sia con l’ambiguità della wilderness, simboleggiata dalla distesa sconfinata della prateria marina di alghe, dai sargassi. Il mondo, ossia l’inter-cultura generazionale, si rigenera attraverso lo scambio, condizione necessaria a mantenere vitale il crogiuolo etnico. Eppure, l’intera dinamica dell’ibridismo implica sempre una dislocazione, un’implicita perdita del centro, un effetto di estraniamento/spaesamento. Per quanto concerne la prospettiva dislocata percepita da Antoinette riguardo all’Inghilterra, questa si attesta sulla medesima percezione disorientata del britannico nei confronti del mondo caraibico.

Lo smarrimento, la perdita del centro, confondono entrambi su posizioni perfettamente correlate e inconciliabili, tanto che se per Antoinette “l’Inghilterra è un sogno”, per lui i Carabi sono, ugualmente ed enigmaticamente, avvolti nella percezione di irrealtà onirica, che ha assunto i colori di una magia tentacolare. Nelle sue manovre per ridurre la moglie a una condizione di sudditanza totale, il neo marito-padrone si erge a controllore del mondo, operando come un mago anche più potente di Christophine, la medicine woman locale e madre- sostituta di Antoinette . L’algido neo-colono può interamente lasciarsi dietro le spalle ciò che i Caraibi hanno rappresentano per lui, nel fascino e nell’orrore, solo affermando la propria supremazia su quel mondo, di cui è padrone perché può comprarlo. Se tutto si esaurisce attraverso una transazione, la trappola stregonesca dei filtri amorosi di Christophine per ricongiungere i due sposi nel letto maritale, è facilmente sventabile. Attraverso il rapporto sessuale con l’adolescente caraibica, la serva Amelie, che consente a vendergli il proprio corpo, assurto a simbolo della mercificazione neo-coloniale, lui .riprende il suo ruolo di controllore del mondo coloniale. Possedendo Amelie, il revenant ribadisce la propria posizione di superiorità nel rapporto-tipo fra speculatore e soggetto sfruttato, ma entrambi sono simbioticamente e mimeticamente inclusi nel degrado della compravendita oggettuale. Hanno infatti messo a profitto la medesima risorsa – la fonte del piacere, la libido, tramite una transazione che altro non è se non un atto di mercificazione e di deprezzamento reciproco. Lo scambio coinvolge entrambi, li disumanizza e li svilisce, includendo nello stesso loop vampiristico colonizzatore e soggetto coloniale ridotto a oggetto. Questi scambi di flussi sono comunque vitali, seppur a livello fisico, e ricordano quelli che avvengono nel ciclo biologico nel Mare dei Sargassi; biotopo ospitale, perfetto esempio di mimetismo fra individui di diverse specie come insetti e molluschi. Il ruolo parassitico dei colonizzatori francesi e inglesi che fornirono gli strumenti tecnologici al progressivo sfruttamento dell’habitat caraibico e dei suoi sistemi di risorse (principalmente la canna da zucchero) può essere integrato con altre immagini della catena alimentare oceanica relativa all’ibridismo del fitoplancton, si pensi agli idroidi e ai crostacei che albergano sulla superficie dei sargassi. I microscopici individui attaccati alle vesciche aeree che mantengono il galleggiamento delle alghe, , nel suggerire una relazione di interdipendenza simbiotica fra mondo vegetale ed animale sono il corrispettivo simbolico del parassitismo coloniale . Il rapporto fra habitat e nutrimento può essere un indizio utile per comprendere il nesso allusivo fra colonizzatori occidentali, francesi e inglesi, e i neri autoctoni della Dominica e della Giamaica .Molti messaggi di dislocazione e straniamento sono offerti dallo sfondo tropicale che alberga ambigue creature a metà fra il vegetale e l’animale. L’ibridismo come metafora dell’ambiguità del meticciato, o di enigmatica vita bifida evocato dallo strano habitat sargassiano, torna nel giardino edenico caraibico di Coulibri, dove crebbe infelice Antoinette, bambina meticcia. Qui la natura tropicale genera bizzarre creature bifide, inquietanti freaks, come l’orchidea-polipo “o “octopus-orchid”. I tentacoli scuri della serpigna “orchidea-polipo” ribadiscono implicitamente l’associazione con le alghe dei sargassi. La natura ibrida si esprime nel prodigio mimetico della triforme convergenza del fiore, del serpe, del polipo: metafora della potenza tentacolare e insidiosa della seduzione che prorompe dalla bellissima meticcia Antoinette, prima di diventare un orrido demone: Bertha Mason, che ricongiunge alfa e omega.

Angelica Palumbo